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Progetti

London’s Hidden French Side

Lo stile elegante e minimale della scena londinese del design contemporaneo e gli elementi formali del bistrot francese.

Quello fra Londra e la Francia è un rapporto che nel tempo è stato spesso turbolento.
Capitale di un paese che per millenni è stato costantemente in guerra con i suoi vicini d’oltre Manica, oggi Londra – grazie a un collegamento ferroviario ad alta velocità che attraversa cinquanta chilometri di tunnel sottomarino – non è mai stata in realtà così vicina alla Francia.
La storia ha avvicinato sempre di più queste due culture, come dimostra l’Entente cordiale, l’intesa amichevole che ha condotto all’alleanza in due guerre mondiali, espressa e celebrata con statue e monumenti su entrambe le sponde della Manica.
Testimonianza ne è il lato francese della capitale britannica, nascosto e mimetizzato nelle stradine laterali di Londra ma intessuto nella storia della città.

Londra è stata a lungo rifugio per coloro che fuggivano dalle persecuzioni politiche e religiose francesi: il pittore Claude Monet vi giunse nel 1870 per fuggire alle truppe prussiane che assediavano Parigi; il generale de Gaulle guidò la “France Libre” da una abitazione di Mayfair durante la Seconda guerra mondiale.
Nella zona est di Londra esiste una traccia ancora più antica della presenza francese in città, visibile in alcune delle sue strade storiche: è qui che gli Ugonotti protestanti si insediarono all’inizio del 18° secolo per sfuggire alle persecuzioni della Francia cattolica, dando vita un’importante industria di tessitura della seta.

Oggi, il consolato francese a Londra stima che nella capitale britannica vivano tra i 300.000 e i 400.000 francesi, il che la rende la sesta città “francese” più grande del mondo. Per quanto Londra sia cosmopolita e integrata, vi si trovano ancora piccole realtà dove si parla francese, come Le Beaujolais vicino a Covent Garden, il più antico wine bar di Londra, o la Maison Bertaux a Soho, una pasticceria fondata nel 1871.
È da questa orgogliosa tradizione di eccellenza culinaria e cultura dei caffè radicata nella capitale britannica che abbiamo tratto ispirazione per realizzare il progetto di questo caratteristico bistrot londinese.

Ispirandosi al vicino quartiere di Kensington e Chelsea, il cuore tradizionale della comunità francese a Londra e sede del Design Museum, che vi si è appena trasferito, il bistrot combina lo stile elegante e minimale della scena londinese del design contemporaneo con elementi formali del bistrot francese.
Le panche appoggiate a pareti rivestite in Silk Georgette in finitura CNC fanno da seduta per i tavoli da bistrot René disegnati da Piero Lissoni, che utilizza la tecnica giapponese del kintsugi per unire frammenti di marmo con una “cucitura” d’oro, utilizzando pietra di scarto proveniente da edifici di importanza storica. L’illuminazione è affidata alle nostre “Silo” disegnate da David Lopez Quincoces sospese sulle forme geometriche dei vasi “Mono” di Elisa Ossino.

L’architettura del bistrot ruota intorno al bar: il pavimento in Stone Parquet Bianco Carrara accompagna lo sguardo verso la forma semplice e curva del bancone rivestito in Plissé Silk Georgette, che ospita i vassoi disegnati da Lissoni e un contenitore di John Pawson, architetto degli interni del Design Museum.

L’approccio raffinato e monotonale prosegue negli spaziosi bagni che, non sotterranei come solitamente sono nei bistrot, si rifanno all’archetipo parigino con lavandini condivisi: in questo caso i lavabi freestanding Balnea in Crema d’Orcia di Elisa Ossino sono collocati di fronte a pareti rivestite in finitura Rain Silk Georgette di Lissoni per addolcire il motivo ritmico delle linee verticali. Le delicate striature del pavimento Silk Georgette levigato, la lampada Urano di Elisa Ossino e la nuova collezione di fragranze Salvatori irradiano l’atmosfera di calma e contemplazione e costituiscono una transizione complementare dallo chic contemporaneo del bistrot.

Interior design by Elisa Ossino Studio