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ADA 2020. Anastassiades e Salvatori per il premio ai Designer

09.2020

Michael Anastassiades e Salvatoridue storie che si incontrano e che, ogni volta, danno vita a qualcosa di inimitabile. Dalla collezione di “Love me, Love me not” al concept scultoreo di “The End of the Affair”, ogni oggetto che nasce dalla loro collaborazione si rivela un coraggioso tentativo di esplorare nuovi linguaggi di stile.

Un incontro di menti, mezzi e mani che trasforma l’idea in disegno, materia e prodotto finale. E’ per questo che Archiproducts ha scelto entrambi per dare vita al nuovo premio che, a partire da questa edizione, sarà consegnato ai Designer dei prodotti vincitori degli Archiproducts Design Awards 2020.

Il progetto dell’oggetto scultoreo, destinato a diventare nuovo simbolo degli ADA, sarà svelato a breve.

La pietra naturale asseconda la matita del designer cipriota per un oggetto-icona all'insegna della leggerezza

Michael Anastassiades, maestro della luce e poeta della forma.

“Fin da quando ho cominciato a parlare, ho sempre avuto in mano una matita.” E’ in questo modo che si può iniziare a parlare di un designer come Michael Anastassiades: un creativo che ha costantemente bisogno di pensare e tradurre su carta ogni cosa che lo circonda.

Volendo disegnare il suo percorso, ne verrebbe fuori una linea mai dritta. Un insieme di curve – dalla scuola al servizio militare, dalla laurea in Ingegneria Civile al Master in Industrial Design Engineering – che ad un punto si fermano. E diventano geometria, la stessa che ama ridurre ai minimi termini in una continua ricerca dell’essenziale. Perché, come lui stesso afferma: “cerco costantemente di rimuovere ciò cui non mi sento affine”.

E’ la sua matita a disegnare i contorni del premio che, per la prima volta nella storia degli ADA, verrà consegnato ai Designer dei prodotti vincitori. Un oggetto che promette di essere un’ode alla creatività. Un riconoscimento a quanti, ogni giorno, sperimentano con materiali, colori e forme, per restituire al mondo oggetti in grado di meravigliare e migliorare la vita di tutti. In equilibrio tra funzionalità e bellezza.

Salvatori, design applicato alla pietra naturale.

Per Gabriele Salvatori, “l’innovazione è un cimelio di famiglia” e permea ogni aspetto della produzione aziendale. Non potrebbe essere altrimenti, del resto, per un brand che ha saputo porsi come punto di riferimento nella lavorazione della pietra naturale, collaborando con nomi del calibro di Kengo Kuma, Daniel Libeskind, Louis Vuitton e Salvatore Ferragamo.

Il segreto del successo di Salvatori è la combinazione vincente dei valori del saper fare italiano e delle tecnologie progettuali e industriali più avanzate. Un abbinamento di artigianalità e tecnica al servizio di designer di fama mondiale, con cui il brand collabora producendo meravigliosi elementi d’arredo. Progettisti che Salvatori sceglie “non in base alla popolarità ma a come vedono il mondo che li circonda.”

Così, secondo la filosofia che fa da fil rouge alle collezioni Salvatori, la pietra naturale veste una nuova leggerezza. Lastre diventano sfoglie scultoree dalle venature uniche. Il materiale si piega lungo curve dolcissime e si trasforma in complementi e rivestimenti prodotti preservandone l’aspetto naturale.

Tutto, sotto la direzione artistica di Gabriele Salvatori, l’autore della rivoluzione che ha trasformato un’azienda a conduzione familiare in industria, ponendo al centro l’artigianalità della lavorazione. Quello che rende ogni prodotto Salvatori un oggetto dalla forte carica espressiva e poetica. Irripetibile.

Su cortese concessione di Archiproducts.com