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Come nascono le nostre collezioni: PLAT-EAU e TABL-EAU

07.2019

La designer Silvia Fanticelli, come spesso accade, è arrivata a sviluppare le due collezioni quasi per caso: “Ero a Città del Messico per un progetto ed il cliente mi ha chiesto di creare qualcosa per la sua scrivania” dice. “Ho iniziato a sviluppare una serie di vassoi usando le finiture Salvatori, con l’idea di recuperare gli scarti di lavorazione che altrimenti, sarebbero andati perduti.”

"Comincio sempre dal materiale, è da lì che viene l'idea iniziale"

Da quella idea, è nato PLAT-EAU, una gamma di oggetti per la casa, ottenuti dalla composizione tridimensionale di pietre naturali diverse per tipologia, forma finitura e dimensione. “Gabriele Salvatori” – amministratore delegato dell’azienda – “ha detto che era esattamente quello che stavano cercando. Era già novembre, ma voleva presentarlo al Salone di aprile. Abbiamo lavorato duramente per renderlo possibile ed è stato un successo! ”

Dopo il lancio di Plat-eau, Silvia, che ha iniziato la sua carriera di architetto e interior designer all’interno dello studio Lissoni, ha sviluppato una collezione “sorella”, specifica per il bagno o la zona living, TABL-EAU: una serie componibile di supporti a parete la cui funzionalità spazia da quella di porta asciugamani fino ad essere un pratico sistema di supporto per la cucina o la zona giorno. Abbiamo incontrato Silvia per sapere di più delle sue collezioni, dell’importanza che ha per le lei utilizzare materiali riciclati e della sua esperienza di lavoro con Salvatori.

Lavori in tante aree diverse del design. C’è un approccio che unifica tutto il tuo lavoro?

Prendo sempre ispirazione dai materiali che sto usando, è per questo che sia per PLAT-EAU che TABL-EAU mi sono concentra sull’artigianalità, sull’ambiente, sull’utilizzo responsabile dei materiali. Comincio sempre dal materiale, è da lì che viene l’idea iniziale.

Come si sono sviluppati i progetti PLAT-EAU e TABL-EAU?

PLAT-EAU ha richiesto poche modifiche rispetto al progetto di design iniziale. Gabriele mi ha suggerito di introdurre un materiale diverso dalla pietra naturale che all’inizio del progetto non era presente. Ho deciso di usare l’ottone perché ricrea l’atmosfera francese che volevo caratterizzasse la collezione ed ho pensato fosse giusto utilizzare un materiale nobile, tradizionale e classico. All’inizio non è stato facile e l’azienda ha dovuto acquisire competenze e implementare nuovi metodi di produzione per iniziare a lavorare con l’ottone, ma ce l’ha fatta.

Per TABL-EAU c’erano alcuni dettagli tecnicamente complessi, soprattutto quando abbiamo fatto passare l’ottone attraverso i cubi di marmo. Per me era importante che raggiungessimo questo risultato, quindi ho lavorato a stretto contatto con l’ufficio tecnico dell’azienda fino a quando non abbiamo trovato la soluzione. Volevo che i complementi avessero la stessa importanza degli arredi come il lavabo o i rivestimenti. E’ per questo che ho deciso di usare il nome TABL-EAU, parola francese usata per la pittura. Volevo far pensare che potesse essere una collezione preziosa e importante come un’opera d’arte.

Quanto è stato importante usare il marmo riciclato nelle collezioni?

PLAT-EAU trasmette bene il concetto alla base del mio design, la forma dei vassoi è stata definita dalle forme irregolari del marmo di scarto. Raramente si trovano scarti con forme regolari e pulite e non sempre è possibile usare lo stesso tipo di pietra e finitura. Ho quindi combinato elementi volutamente diversi, creando un’armonia di colori e superfici in contrasto fra loro per dare una nuova vita alla pietra.

Come è lavorare con Salvatori?

È sempre un’esperienza bellissima. Gabriele lavora solo con le persone con cui riesce ad avere una connessione personale. Ci siamo incontrati per la prima volta ad una fiera più di dieci anni fa e quando c’è il rispetto reciproco,
è facile fare un buon lavoro. Siamo entrambi toscani e sono sicura che anche questo aiuti!