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Omaggio a Morandi, artigianalità e amore per la pietra naturale

10.2020

Negli ultimi anni la relazione fra artigianalità e design è mutata. L’evoluzione dell’industria verso un livello sempre più alto di meccanizzazione, l’implementazione di intelligenze artificiali e di nuovi materiali sempre più sofisticati ha ridefinito il valore dell’artigianato, dell’opera realizzata con mani che utilizzano sapientemente tecniche consolidate nei secoli. In un’era di produzione di massa e di conformazione, l’artigianato crea prodotti unici che stimolano il dialogo fra il cliente e artigiano diventando espressione tangibile di esperienza e abilità.

Un materiale freddo può essere trasformato affinché trasmetta calore e interiorità

Ne è un esempio la collezione Omaggio a Morandi di Elisa Ossino, una serie di bottiglie in marmo ispirate alle delicate e contemplative nature morte di Giorgio Morandi. Scolpita in sette diversi tipi di pietra naturale, la serie traspone le famose bottiglie di vetro dalla tela alla vita reale, esprimendo con il marmo l’unicità della visione del maestro. “Non volevo creare un oggetto con una funzione, come un vaso”, racconta Elisa Ossino parlando dell’ispirazione che l’ha portata a creare questa serie “ma volevo rendere omaggio a questo grande artista creando sculture che rappresentassero gli oggetti che Morandi dipingeva nelle sue nature morte”.

Per la creazione di ogni bottiglia occorrono oltre tre ore di lavoro. Per prima cosa occorre selezionare attentamente la pietra grezza, verificando che non presenti difetti che potrebbero provocare rotture, e che il blocco sia adatto alla forma della bottiglia. “Occorre conoscere il marmo”, spiega uno degli artigiani che lavora in Salvatori. “Per scegliere il blocco ci si affida a una sorta di sesto senso per capire quale sia il suo potenziale e in che modo le venature e il colore influiscano sulla forma finale”. Per ottenere un cilindro dal blocco rettangolare si utilizza un trapano speciale e prima di abbozzare la forma della bottiglia il blocco viene lavorato col tornio a controllo numerico, per poi effettuare la finitura a mano con più passate di carta vetrata di granulometrie diverse.

“Senza la finitura a mano l’oggetto non avrebbe carattere” precisa l’artigiano. “Sono la conoscenza e la sensibilità nel lavorare la pietra che fanno la differenza; è il modo in cui viene levigata ogni bottiglia a conferirle armonia”. Proprio come Morandi, che creava bellezza eterna ed enigmatica dalle forme degli oggetti comuni di utilizzo quotidiano che dipingeva, così i nostri artigiani ricavano da inanimati blocchi solidi di pietra naturale le loro eleganti interpretazioni dell’opera dell’artista. È un’impresa che, nonostante l’importanza assunta dai macchinari ultratecnologici di oggi, può essere compiuta solo se si ha una comprensione intima e profonda del materiale.

“Nonostante la pietra sia descritta come un materiale freddo, può essere trasformata affinché trasmetta calore e interiorità. È un concetto che non può essere insegnato, bisogna amare e capire la pietra naturale”.

In Salvatori la tradizione di conoscenza ed esperienza, consolidatasi e sviluppatasi nel corso di tre generazioni, procede parallelamente all’implementazione di tecnologie all’avanguardia, sviluppate internamente. Le finiture delle nostre pietre naturali, le collezioni per la casa e per il bagno – vassoi e tavoli, lavabi e vasche da bagno – e le nostre innovazioni che hanno rivoluzionato il settore, come Lithoverde®, la prima superficie in pietra completamente riciclata al mondo, possono essere realizzate solo grazie alle nuove tecnologie. Nonostante questo, l’artigianalità rappresenta ancora oggi una parte importante dei nostri valori.