BIM: COLLABORAZIONE E CONDIVISIONE

L’importanza dell’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat)

Spesso si pensa al BIM esclusivamente come a una tecnologia digitale innovativa, dimenticando di considerare quello che è il suo valore principale, la condivisione.

L’adozione della metodologia BIM non dovrebbe essere identificata ed esaurirsi nella semplice acquisizione di competenze e tecnologie specifiche e di software, come spesso accade. Il vero valore del BIM è l'integrazione di diverse professionalità in un percorso lavorativo fluido e dinamico, fondato in primo luogo sulla collaborazione e condivisione di informazioni. Solamente consentendo un proficuo interscambio di conoscenze e un puntuale aggiornamento in tempo reale delle informazioni a disposizione, si potrà ottenere un miglioramento globale dell’intero processo produttivo.

Il mercato delle costruzioni sta percependo sempre di più l’importanza della collaborazione, condivisione e del lavoro in team. Sempre più frequentemente, assistiamo alla formazione di gruppi di lavoro estesi che collaborano su uno stesso progetto, riuscendo così a garantire risultati migliori attraverso una più adeguata organizzazione ed efficienza nei confronti delle richieste delle committenze.

In questo contesto la metodologia BIM, che per sua natura si fonda sulla collaborazione, entra in gioco mettendo a disposizione tutte le sue potenzialità, diventando portatrice di una rivoluzione nelle modalità operative in un settore, come quello dell’industria delle costruzioni, che da sempre ha favorito la segmentazione di ogni fase del processo produttivo.

 

 

I tecnici e le imprese che operano nel settore hanno oggi maturato una maggiore consapevolezza, anche solo rispetto a pochi anni fa, di quel che significhi il BIM per l’attività professionale: una metodologia basata su tecnologie innovative, in grado di favorire modalità di lavoro collaborative più efficienti.

Il BIM, inteso quindi come tecnologia capace di garantire strumenti operativi per il pieno coinvolgimento di tutti gli operatori nel processo edilizio, sempre più nel tempo avrà modo di confermarsi come uno degli strumenti decisivi per migliorare la produttività del settore.

Per ottenere una corretta collaborazione il flusso informativo deve risultare adeguato e coordinato. L’inefficiente comunicazione tra le parti, o l’errato scambio di dati e informazioni risultano tra le principali cause di insuccesso di un progetto.

Collaborazione e coordinamento sono quindi gli ingredienti essenziali per l’innesco di una vera e piena cooperazione delle figure coinvolte nel processo edilizio in cui tutti lavorano per il raggiungimento di obiettivi condivisi.

La collaborazione risulta possibile grazie alla possibilità di accedere in ogni momento a tutti i dati condivisi attraverso un Ambiente di Condivisione Dati (ACDat): piattaforma collaborativa in cui le informazioni sono rese disponibili, consultabili implementabili, attraverso condizioni regolamentate e condivise.

Il concetto di condivisione dati è affrontato anche nel Decreto Ministeriale n. 560 del 2017, conosciuto ai più come Decreto BIM, in cui al suo interno trova ampio spazio il tema dell’ACDat, descritto come un ambiente virtuale (cloud, server, piattaforma) a cui tutti gli attori di una commessa dovranno affidare i propri lavori (file), organizzato e strutturato in modo da poter tracciare il procedere delle attività, individuare ruoli e responsabilità, mettere a disposizione di tutti le informazioni di una commessa sempre aggiornate e complete.

La qualità dello scambio dati è dunque un concetto che sta alla base della metodologia BIM, senza un ambiente di condivisione dati corretto, infatti, non si avrebbe un’efficiente collaborazione tra le figure coinvolte e il processo di ottimizzazione che si andrebbe ad innescare con il BIM non potrebbe prendere forma.

 

 

Crediti:

Immagine di Lionheart Capital
Design del progetto di Lissoni Associati