La nostra produzione e le spedizioni sono totalmente operative. Salvatori è prima di tutto un’azienda di persone ed abbiamo messo in atto tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei nostri collaboratori.

News

Le nuove collezioni per il Salone del Mobile 2019

04.2019

L’intervista di Archiproducts a Gabriele Salvatori, amministratore delegato di Salvatori. Un viaggio attraverso le nuove collezioni di Piero Lissoni, John Pawson ed Elisa Ossino per scoprire le storie che hanno portato alla loro creazione.

La collezione Pietre Perdute di Piero Lissoni è la perfetta sintesi dei valori Salvatori

Piero Lissoni – Pietre perdute & Home Collection

La collezione Pietre Perdute di Piero Lissoni è la perfetta sintesi dei valori Salvatori. Innovazione nel design per un uso rispettoso del materiale, valorizzazione della storia e della cultura, sostenibilità ambientale, recupero di materiali nobili che altrimenti sarebbero andati perduti unito a un design sobriamente sofisticato e contemporaneo.

La filosofia alla base della collezione è quella del Kintsugi che considera la distruzione di un oggetto semplicemente come una delle varie fasi del suo ciclo di vita. Questo approccio profondamente rispettoso dei materiali esalta la cura della lavorazione artigianale, consentendo a ciascun oggetto di sopravvivere per generazioni indipendentemente dal suo stato di conservazione.
Primo elemento della collezione è questa serie di tavoli da bistrò denominati René, i cui piani circolari in pietra naturale derivano da pietre ormai perdute, da cui il nome della collezione, perché, nonostante il valore storico e culturale, ormai rotte e altrimenti inutilizzabili. La superficie di ogni singolo frammento è tenuta assieme da una “cucitura” dorata; tecnica che Lissoni ha reinterpretato partendo proprio dal Kintsugi, originariamente inventato per riparare ceramiche rotte.

“Le pietre perdute si ricongiungono in seguito alla casualità del loro frantumarsi per dare nuova vita a frammenti di pietre preziose”, spiega Piero Lissoni a proposito di questo progetto che vede impiegate pietre provenienti da cave ormai abbandonate da più di mezzo secolo.

“Le saldature dorate situate lungo i profili di ogni taglio trasformano la forma imperfetta nella sua attuale perfezione.” Essendo costruiti con gli ultimi resti rimasti di pietre storiche, i tavoli di Lissoni non sono solo belli, sono anche incredibilmente rari. La pietra color terracotta proveniva dalla stessa cava che forniva i toni arancioni bruciati trovati al Notre Dame di Parigi, il verde bosco era uno dei preferiti di Mies van der Rohe.

Elisa Ossino – Balnea Collection

Elisa Ossino arricchisce la propria ricerca sull’interpretazione del marmo bianco di Carrara con Balnea, la nuova collezione per il bagno disegnata per Salvatori. La sensibilità per la qualità scultorea di questa meravigliosa pietra naturale ispira una nuova serie di componenti e oggetti per il bagno di straordinaria coerenza estetica, disegnata riprendendo volumi e proporzioni che rimandano a modi classici. La materia preziosa dei marmi di Salvatori è esaltata da un senso di monumentalità plastica, che viene alleggerita da un gioco calibrato di vuoti contrastanti.
Mensole e appendiabiti sono disegnate con un segno modernista, così come gli specchi geometrizzanti e le strutture dei vetri dei box doccia e dei porta tenda, che rimandano all’elemento portante della colonna, smaterializzato grazie alla levità della materia. Le tende modulate con plissettature sartoriali creano un forte impatto scenografico.

John Pawson – Ellipse Collection

John Pawson ha creato una collezione di vasi e utensili per la casa che hanno come denominatore comune la rigorosa semplicità delle forme unita a matericità e grande funzionalità. Ciascuno dei pezzi appartenenti alla collezione è ottenuto da un unico blocco in marmo Bianco Carrara. Gli elementi, a sezione circolare, condividono i dettagli delle geometrie e delle proporzioni le cui variazioni determinano diverse funzioni d’uso. Le finiture a contrasto, levigata e sabbiata, esaltano la differenza tra i piani delle superfici, in un gioco di luci e forme percepibile sia alla vista che al tatto.