NELL'ORBITA DEL MARMO

IL inserto de Il Sole 24 Ore | Gennaio 2019

Un blocco di roccia senza impurità, scavato con una punta in diamante, assottigliato fino al limite. I segreti di una lampada a sfera che ha il fascino di un corpo celeste

di CRISTINA PIOTTI

«Elisa Ossino? L’ho scoperta io». Gabriele Salvatori, ceo dell’omonima azienda di design di Querceta, a pochi chilometri da Pietrasanta e dalle spettacolari cave di marmo di Carrara, ci parla di scoperte. Una delle quali è il lancio della famosa designer, che un tempo faceva la stylist, occupandosi dei photoshooting di Salvatori: riconosciuta in lei una sensibilità ulteriore, le ha proposto di disegnare qualcosa per lui. È nata così una collaborazione duratura che ha lanciato un piccolo “nuovo mondo”: Urano, una lampada-sfera ricavata da un cubo di marmo Bianco Carrara: «Ha una forma così pura, morbida e scultorea che quando Elisa me l’ha proposta, mi ha subito colpito. Ma tutto ciò ha significato doversi cimentare in qualcosa al di fuori dal nostro consueto campo d’intervento, dalla parte elettronica a quella di illuminotecnica», precisa. «Tuttavia, siamo una delle pochissime aziende del nostro settore che ha un dipartimento di Ricerca e Sviluppo interno per affrontare sfide sempre più stimolanti».

 

 

La difficoltà, spiega Salvatori, è stata trovare la sintesi perfetta tra due universi, fatti di marmo e di elettricità: «Adattarci al corpo-lampada senza condizionare l’estetica non è stato semplice. I primi prototipi avevano un corpo che usciva leggermente dalla pietra e se l’avessimo modellata, cambiandone la curvatura, avremmo penalizzato l’estetica», riassume.

«Dopo mesi di ricerca abbiamo trovato un corpo-lampada sottilissimo con un bordo esterno di acciaio lucido che riflette la superficie e sembra galleggiare, mentre l’acciaio sparisce alla vista». L’apparente semplicità, la pulizia delle forme, il senso di sospensione, rendono Urano più simile a un corpo celeste che a un corpo-lampada. Il tutto nasce da un blocco di marmo. «Ci siamo complicati la vita sulle sezioni. Ho voluto strecciare, cioè assottigliare la sezione del marmo al minimo, quasi quattro millimetri, affinché l’occhio percepisse solo un velo. Poi man mano che ci si allontana dal bordo, il marmo riprende il suo spessore», si appassiona Gabriele Salvatori.

 

 

Tutto inizia dalla scelta del blocco: «Nella prima fase occorre trovare quello adatto: un pezzo puro, per evitare difformità e qualsiasi tipo di impurità», precisa. «Da questo blocco tagliamo alcune fette da cui ricaviamo i cilindri che vengono poi messi su una macchina per sagomarli e ottenere una forma rotonda. A quel punto la blocchiamo e con una punta con polvere di diamante scaviamo, con velocità di avanzamento sempre più lenta e riempiendo la lampada d’acqua per evitare il surriscaldamento e produrre cricche e fratture. L’abrasione finale, fatta a mano e con estrema perizia, serve per avvicinarsi ai famosi quattro millimetri».

La lavorazione dura almeno due settimane: «Ma questa non è solo una lampada, è una scultura».

 

 

TRE MODELLI

URANO È DISPONIBILE IN TRE MISURE: CON UN DIAMETRO DI 18 CENTIMETRI DA COMODINO, DI 30 PER IL TAVOLO O DI 50 CENTIMETRI ADATTA PER UNA LAMPADA DA TERRA. LA LAVORAZIONE DURA DUE SETTIMANE; PER REALIZZARE UNA LAMPADA DA TERRA SI PARTE LAVORANDO UN CUBO DI MARMO DI CARRARA DI 55 CENTIMETRI.