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Salvatori apre il suo primo flagship store israeliano a Tel Aviv con Blue Kitchen

02.2020

Situato nei pressi del porto di Tel Aviv, nel fiorente quartiere del design, il nostro nuovo showroom realizzato in collaborazione con Bluekitchen, si connette alla storia modernista della città e alla sua energia contemporanea con una selezione attentamente studiata delle nostre collezioni. È il primo flagship store Salvatori in Medio Oriente ed esprime perfettamente la nostra capacità di lavorare la pietra naturale, l’attenzione al dettaglio e la nostra cura nella lavorazione artigianale.

Nata appena un secolo fa sulla costa orientale del Mediterraneo, Tel Aviv gioca un ruolo importante nella storia del design. Oggi importante centro del design moderno, questa giovanissima città è stata plasmata dagli architetti ebrei tedeschi della Bauhaus, arrivati a Tel Aviv nel 1930 per sfuggire alla persecuzione nazista. La scuola venne chiusa nel 1933 dopo aver subito crescenti pressioni e accuse di aver protetto le ideologie comuniste; lo spirito della Bauhaus fu così accolto nella giovane ed energica Tel Aviv, terreno fertile per un’architettura di ampio respiro internazionale con uno sguardo rivolto al futuro.

Tel Aviv è cresciuta tanto da diventare la seconda più grande città israeliana dopo Gerusalemme e un fiorente centro cosmopolita. Molti degli edifici Bauhaus si concentrano nella zona soprannominata Città Bianca, patrimonio dell’Unesco, che deve questo nome ai suoi oltre 4.000 edifici bianchi. Lascito vivente e protetto con orgoglio di un’eredità universale la Città Bianca è la testimonianza di una cultura del design riconosciuta a livello internazionale, di cui Tel Aviv è impregnata. Le tradizioni della città rivivono attraverso attenti restauri di appartamenti esistenti e progetti come l’elegante trasformazione di uno storico convento in hotel di lusso ad opera di John Pawson, ma anche con l’ideazione di grattacieli che svettano su Tel Aviv, disegnati da Ron Arad e da Richard Meier, riconfigurando incessantemente il suo dinamico skyline in un perfetto equilibrio fra storia antica e ambizione creativa.

Quest’energia è particolarmente palpabile nel lavoro di Ron Gilad. Dopo aver trascorso dieci anni a New York, dove ha consolidato il proprio approccio giocoso e surreale alla disciplina, è tornato nella sua città natale nel 2013 per ritrovare la calma e il calore del sole. Con un approccio concettuale all’opera, ha realizzato oggetti intesi a destrutturare la relazione fra forma e funzione, come uno sgabello “vuoto” materializzato dal suo contorno, oppure una credenza con un ripiano in equilibrio su una sedia in miniatura e, per Salvatori, la serie Soft Marble.

Rimanendo fedele alle proprie espressioni più artistiche di forma, stile e materiale in esposizione al Metropolitan Museum di New York e al Tel Aviv Museum of Art, la collezione Soft Marble contraddice il peso e la solidità intrinseca del marmo proponendo una nuova visione di questo materiale espressivo e versatile presentandolo come se fosse malleabile come burro, in blocchi dalle curve sinuose combinabili per dividere gli spazi o sotto la forma di una panca che sembra essere formata da una lastra di pietra piegata dolcemente e perfettamente al centro.

Cuscini – quarto elemento della serie è una finitura che emula con incredibile morbidezza il tessuto di un cuscino in marmo.