SALVATORI INCONTRA CASSINA: GABRIELE SALVATORI RACCONTA LA STORIA, L'INNOVAZIONE E L'EVOLUZIONE DELLA PIETRA NATURALE

Due marchi storici del design italiano si sono incontrati presso lo showroom di Cassina Milano per dialogare insieme: Salvatori, sinonimo di innovazione legata alla pietra naturale e Cassina, azienda con più di 90 anni di storia che ha segnato l’evoluzione del design contemporaneo.
L'amministratore delegato Gabriele Salvatori ha incontrato Barbara Lehmann, curatrice dell’archivio storico Cassina.
"Cassina e Salvatori uniscono alta artigianalità ed industria" ha esordito Barbara introducendo Gabriele "e soprattutto, entrambi hanno un approccio sperimentale incentrato sull’innovazione".

 

 

L’innovazione è stato appunto il tema principale della serata, un concetto cardine che ha contraddistinto i 25 anni di Gabriele Salvatori alla guida della compagnia "Non siamo mai stati un'azienda lapidea 'normale'", ha detto riferendosi principalmente a Lithoverde®, il primo rivestimento completamente realizzato recuperando gli scarti di lavorazione della pietra naturale. "Abbiamo sempre cercato di distinguerci con le nostre lavorazioni".

"Quando tutti producevano superfici lucide e piane", racconta Gabriele, "mio padre inventò un sistema a ghigliottina, “lo spaccatello”, che scendeva sulla pietra così pesantemente che il pezzo si divideva in due seguendo le fessurazioni naturali della pietra ". È stata un'invenzione molto in anticipo suoi tempi ed ha rappresentato un primo esempio di finitura superficiale della pietra in alternativa alla levigatura. Presto arrivarono le specifiche per i grandi progetti architettonici in tutto il mondo fino ad essere scelto per il Museum of Modern Art di Los Angeles.

 

 

Le collaborazioni con i designer sono l’altro elemento di valore del mondo di Salvatori.
Ogni anno Gabriele sceglie personalmente i designer che meglio possano interpretare il brand attraverso una personale visione della pietra naturale. "Non inseguiamo mai 'i nomi' in quanto tali", spiega Gabriele parlando del processo creativo, "contattiamo i designer quando notiamo che il loro stile è vicino al nostro, o quando dimostrano una spiccata sensibilità per il materiale ". Parlando delle recenti collaborazioni, ha osservato: "Abbiamo lavorato con menti brillanti dell’architettura, da Kengo Kuma a John Pawson. Attualmente Piero Lissoni e non ultimo David Adjaye, con cui stiamo realizzando un fantastico progetto a Manhattan.

La conversazione si è poi rivolta alla visione sul futuro della compagnia. La sostenibilità è una questione fondamentale per il brand e molte iniziative a livello aziendale sono state messe in atto per garantire che i prodotti Salvatori garantiscano il loro contributo per la salvaguardia del pianeta. "Ci impegniamo quotidianamente per ricercare modi alternativi di lavorazione che ci permettano di riutilizzare gli scarti di lavorazione. Da anni collaboriamo con il laboratorio di nanotecnologie dell'Università di Pisa alla ricerca di nuove tecniche per riutilizzare il materiale senza l’impiego di leganti epossidici".

"I nostri prodotti per primi devono essere la dimostrazione che operiamo nel rispetto dell’ambiente", un sentimento condiviso sia da Cassina che da tutti coloro che hanno partecipato alla serata.