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Ellipse: Pawson trasforma la tavola in forma d’arte

11.2020

L’iconica tazza da tè disegnata nel 1952 dall’artista e scenografo statunitense di origine giapponese Isamu Noguchi non è mai entrata in produzione durante la vita dell’artista.

Definita da un manico che curva verso l’alto e si allontana dalla tazza come una coda e da una base arrotondata con piattino asimmetrico e stata in realtà commercializzata soltanto cinquant’anni dopo la creazione del prototipo, ed in seguito osannata per aver unito il linguaggio formale del design moderno alla tradizionale cerimonia giapponese del tè. 

Nonostante la tazza da tè di Noguchi, funzionale ed essenziale, sia una rara icona del Modernismo, la sua forma riprende l’eleganza e la semplicità di una antica tazza giapponese in terracotta che possedeva lo stesso Isamu.

Questa tazza deve il suo successo non solo all’approccio scultoreo della forma adottato dall’artista, ma anche alla consapevolezza dell’intimità degli oggetti che usiamo per mangiare e per bere e all’importanza della tattilità insita in essi.

Pawson si rifà alla sensibilità di Noguchi sulla relazione fra l’oggetto e il corpo.

Il designer e architetto John Pawson condivide l’approccio ponderato di Noguchi ai complementi per la tavola.

In Ellipse, la sua ultima collezione per Salvatori, Pawson si rifà alla sensibilità di Noguchi sulla relazione fra l’oggetto e il corpo.

La sua collezione di complementi, ciascuno ricavato da un unico pezzo di marmo Bianco di Carrara, è essenziale e raffinata e contemporaneamente calda ed espressiva evocando un senso di calma e quiete.

Il lavoro di Pawson è noto per il suo minimalismo quasi spirituale e nella collezione Ellipse la purezza delle forme e del materiale si congiunge sinergicamente all’esperienza tattile degli oggetti.

Il sottile gioco visivo tra i piani e le morbide sinuosità delle superfici, in cui la loro struttura è delineata “dal loro particolare rituale d’uso” secondo Pawson, è ottenuto dal contrasto fra finitura texturizzata e lucida.

Nella loro qualità di oggetti scultorei, quando esposti sui ripiani o sui mobili dell’ambiente cucina, i vassoi, le ciotole, i piatti, i sottobicchieri, i contenitori, il portabottiglie per il vino, il pestello e il mortaio evocano la loro funzione grazie ad uno stile poetico che ricerca il sottile equilibrio fra forma e materia.

Utilizzando e maneggiando questi oggetti si percepisce una potente risposta sensoriale che eleva l’esperienza essenziale della condivisione del buon cibo e della buona compagnia a una forma d’arte.